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Facoltà legittime e censure

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Premessa: Luttazzi non è il mio comico preferito, il suo linguaggio non mi attira, così come la sua spocchia. Nonostante questo credo nella satira libera, anche se scurrile (l'orario in cui andava in onda ci metteva al riparo da eventuali pericoli di visione minorile, d'altronde a quell'ora su molte Tv private va in onda molto di peggio), debba avere il suo spazio, il suo idolo, ma ancora di più credo che le scelte commerciali (quella di privarsi di uno share del 4%, all'incirca 2,5 milioni di spettatori), siano ad appannaggio dei rispettivi responsabili e se La7 ha deciso che Decameron debba concludersi, questa è una scelta legittima non tacciabile di "censura"! Rileggiamo, vocabolario alla mano, il significato dei termini in questione:
satira: qualunque scritto, discorso, disegno, rappresentazione, spettacolo che intende mettere in ridicolo comportamenti o concezioni altrui
censura: controllo esercitato dall'autorità pubblica su mezzi d'informazione, testi scritti, spettacoli, al fine di accertare che essi non contengano elementi pericolosi per l'ordine costituito od offensivi per la religione, o contrari alla morale. Critica rigorosa, o anche disapprovazione dell'operato altrui.
Ecco quindi che quello di cui stiamo discutendo non rientra in quello che è definito in " controllo esercitato dall'autorità pubblica su mezzi d'informazione", ma a mio avviso neanche in "Critica rigorosa, o anche disapprovazione dell'operato altrui" , si tratta infatti di "mercato"! L'emittente infatti ha ritenuto che il comico potesse danneggiare la propria immagine ed ha deciso di sospendere, in base alle proprie facoltà, (magari incappando in qualche penale con l'artista) la trasmissione con tanto di comunicato stampa, nel quale tra l'altro si fa riferimento anche alla rimozione dei video di Decameron dal sito dell'emittente per una questione di "diritti". Ben diverso ad ogni modo dal celeberrimo "editto bulgaro" di Berlusconi nel quale un uomo politico interferì nelle vicende della TV di stato, qui si tratta di un dirigente d'azienda che fa il suo lavoro, giusto o sbagliato che sia. E allora prima di gridare alla "censura", come ho visto fare da più parti, bisognerebbe forse stare più attenti e valutare i fatti per quello che sono.
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