In un editoriale del 9 ottobre 2006 sul Corriere della Sera, Magdi Allam denuncia l’auto censura a cui sono soggetti gli individui che hanno criticato l’Islam per avere salva la vita.
«Non ti taglio la gola a condizione che ti tagli la lingua»
E’ questo il messaggio che, secondo il noto editorialista, arriva dall’Islam a chi osa criticare l’Islam stesso e Maometto.
Si dimentica però che è proprio l’Occidente che incrimina coloro i quali osano criticare o mettere in dubbio alcune “certezze” della storia Occidentale come ad esempio l’Olocausto per gli Ebrei.
Esiste infatti in alcuni paesi europei una legge che incrimina, con pene dententive, coloro i quali mettono in dubbio quello che è avvenuto nella seconda guerra mondiale agli Ebrei mettendo in pratica di fatto una forma di censura.
La censura di parola e di pensiero è una cosa squallida da qualunque parte arrivi, che sia da parte di governi, di religioni o di singoli individui, ma il diritto alla critica dovrebbe essere equidistante e se ci scandalizza perchè qualcuno lo mette in atto, bisognerebbe farlo indipendentemente da chi è questo “qualcuno”.





