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Pericolo giallo

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(Photo by yewenyi from Flickr)Quello di dare un volto ad un problema della nostra società, identificando il problema con un etnia, una razza o una religione è un brutto vizio.

C’è un problema generale di sicurezza nelle nostre strade? E’ colpa dei Rom. C’è un problema di terrorismo internazionale? E’ colpa dei Mussulmani. C’è un problema per la “sopravvivenza” dei nostri commercianti, parrucchieri compresi? E’ colpa dei Cinesi.

Insomma, ad ogni problema c’è un intera etnia o religione come colpevole; un modo di pensare molto pericoloso e non nuovo nella nostra civiltà, come insegnano le persecuzioni razziali della seconda guerra mondiale.

 

Analizzando qualche dato poi si scopre che non è proprio così, ma evidentemente a qualcuno fa comodo creare il “mostro” di turno per i propri fini propagandistici.

Qualche settimana fa su Telelombardia, il vice-sindaco di Milano, Riccardo De Corato, chiamato a parlare a proposito della situazione della zona di Paolo Sarpi, e messo di fronte al fatto che da un parrucchiere cinese per taglio, shampoo e piega bastano 8 €uro, se ne è uscito senza ritegno con una frase del tipo “i parrucchieri cinesi utilizzano prodotti a basso costo e nocivi, facendo concorrenza sleale a quelli italiani”!

Più che una dichiarazione di colui il quale dovrebbe rappresentare i cittadini milanese, cinesi compresi, una vera e propria “sentenza” senza processo!

Su un giornale locale nei giorni scorsi, un ex commerciante garbagnatese, in risposta alla lettera del Presidente dei Commercianti Garbagnatesi della settimana prima che “denunciava” la chiusura delle botteghe nostrane con l’avvento dei commercianti del Sol Levante, è arrivato a dire:

…come possono costoro rilevare un’attività che fa fatica a sopravvivere, lavorare con meno clienti perché è evidente che perdono molti clienti e a riuscire comunque ad andare avanti.

Purtroppo oggi viviamo in un paese che permette molte cose agli stranieri ma poche agli italiani.

Al di la che la stessa cosa avremmo potuto chiedercela quando a suo tempo fu il nostro ex commerciante garbagnatese a comprare l’attività, ma forse la spiegazione sta nella voglia di rischiare che gli stranieri anno molto più di noi (basti pensare che ultimamente a Milano sono state aperte più Partita Iva a nome di stranieri, cinesi e marocchini su tutti, che non a italiani) e anche perché no alle guanxie al sistema di credito a cui le stesse danno accesso.

Sostiene inoltre, “l’ex commerciante” che l’agenzia delle entrate effettua decine di controlli (??!) e quando trovano che un familiare è “li per dare una mano al figlio“da una multa salata sui 3.500 €uro, mentre per i cinesi: “…chi li controlla?

Purtroppo la legge non ammette l’ignoranza, e anche un familiare che è “li per dare una mano al figlio” deve essere in “regola” altrimenti si paga una multa e lo stesso vale per i cinesi e se invece si hanno le prove che così non è, le si tiri fuori, altrimenti sono illazioni che fatte da un popolo, quello italiano, famoso per essere uno di quelli più bravi a non pagare le tasse, lasciano un po il tempo che trovano.

pubblicato anche su garbagnatemilanese.blogolandia.it

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