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Blondet Vs. Chiesa

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Maurizio Blondet e Giulietto Chiesa, per chi non li conoscesse, sono due importanti giornalisti italiani dalle estrazioni e idee molto diverse, il primo cattolico, il secondo ex dirigente locale del Partito Comunista ora parlamentare Europeo.

I due in questi giorni hanno commentato sui rispettivi siti le affermazioni dell'altro, in particolare ad iniziare è stato Chiesa che sollecitato da una lettera di un suo lettore a dissociarsi da Blondet, compagno di viaggio sulle teorie alternative sull'11 settembre di cui entrambi i giornalisti sono sostenitore, per il fatto che Blondet sia l'"ideologo di punta del Forzazuova-pensiero"!

La risposta di Chiesa è stata chiara:

... ho letto, con orrore, le farneticazioni di Maurizio Blondet contro i rumeni, gli zingari, gli "altri", nell'articolo che mi hai girato, intitolato "La Casta ci fa ammazzare" in data 1/11/2007. Si tratta di un caso tipico di infiltrato, che svolge il suo ruolo di provocatore appunto infilandosi in cause altrui, con il proposito nemmeno troppo recondito di inquinarle.
ed ancora in merito a sue possibili partecipazioni a dibatti sull'11 settembre:
Oggi non andrei più e nessun dibattito con personaggi che non solo sono apertamente fascisti ma, cosa ancora più insidiosa, con personaggi che agiscono con intenti provocatori.
Ecco quindi che Blondet oggi dalle pagine del suo giornale on-line contrattacca:
Detesto farlo, per la perdita di tempo, ma dovrò querelare il nomenklaturista. Essere chiamato «fascista» da Chiesa non è difficile: il regime che ha servito fedelmente lui in URSS bollò di fascismo anche Pasternak e Solgenitsin, e li azzittì come sapeva fare il comunismo reale. Ma Chiesa dovrà spiegare ad un giudice - gli dò ampia facoltà di prova - da chi sono «infiltrato», per «provocare» cosa, e chi mi paga.
Ma cosa avrà mai scritto Blondet dall'aver suscitato in Chiesa questa netta presa di distanza? Un pezzo scritto il primo Novembre dal titolo "La Casta ci fa ammazzare". Un articolo che secondo Blondet va riletto perché "non aveva come bersaglio gli zingari, ma la Casta (che ce li ha messi sul collo)".

E allora rileggiamolo:
In tutto il resto d'Europa, i ministeri competenti sapevano che in Romania esistono due società: i veri rumeni e gli zingari. Sanno che questa seconda società è criminale, ferocissima, di accattoni minacciosi, inaspriti dalla sopravvivenza sotto un regime demente-comunista di cui, all'occasione, si facevano spie e delatori e peggio. .........................

Siamo noi cittadini i sospetti razzisti, sospettabili per principio, non quei pidocchi umani che, abituati a succhiare il sangue del popolo rumeno, sono venuti a succhiare il nostro.

Basta questo forse per capire la reazione di Chiesa, queste parole non mi sembra che possano essere fraintese, al di la dell'attacco alla "Casta" presente nell'articolo, è evidente invece l'equiparazione Rom = criminale, quindi razzista in quanto attaccare un popolo, una etnia o una religione senza distinzioni di persone è un atto razzista, in quanto il reato è personale e non di una razza.

Non ci resta quindi che rimpiangere Enzo Biagi e sperare che il suo esempio sia seguito dalle nuove generazioni.
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