Ancora in questi giorni, nel pieno della crisi economico-finanziaria che interessa il nostro paese e non solo, chi ci governa "propone" soluzioni per reperire fondi necessari allo stato per continuare ad erogare servzi ai cittadini, che tendono a modificare i "privilegi" di alcune categorie sociali.
L'ultima, in ordine cronologico, sparata è quello del Ministro Brunetta che ha proposto, per il pubblico impiego, l'inalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni come gli uomini.
Alla base della proposta ci sarebbe una sentenza della Commissione Europea che denuncia la "discriminazione" di trattamento tra uomini e donne sull'età pensionabile, sentenza che il Governo in questo caso, a differenza di altre sentenze, intende recepire.
E' indubbio che la situazione economica richiede dei sacrifici da parte di tutti, è scontato invece che chi deve farli è il cittadino qualunque, mentre c'è chi invece se ne approfitta.
Come mai dopo le elezioni si sono dimenticati tutti di quelle proposte che sono servite per raccimolare voti, a destra come a sinistra, relative ad esempio alla decurtazione dello stipendio dei parlamentari o ad esempio all'abolizione delle Provincie o delle Comunità Montane?





