Calderoli ha un pregio, che a volte può essere anche un difetto, quello di dire tutto quello che gli salta per la testa.
Se a volte questo può essere positivo perché lo rende un personaggio schietto e sincero, altre volte lo rende rozzo e scomodo.
Ricordiamo bene quando defini la legge elettorale da lui firmata “una porcata”, legge che tutt’ora resiste e che nessuno pare abbia serie intenzioni di cambiare, anzì c’è chi la vorrebbe anche per le elezioni europee.
Qualche giorno fa il Ministro per la Semplificazione Normativa in un’altra delle sue esternazioni ha “ammesso” che l’abolizione dell’ICI è stato un errore in quanto era una delle poche tasse che conteneva un principio di federalismo fiscale tanto caro al suo partito.
In pratica ammette quello che io qualche mese fa avevo chiamato “Federalismo populista”, aggiungendo che:
«Credo sia stato un errore da parte di tutti abolire l’Ici, che era una delle poche tasse contenenti un principio di federalismo», ha esordito il ministro. Ora occorre «trovare un’alternativa e tutti insieme dobbiamo individuare un’imposta che abbia la migliore corrispondenza con quello che il Comune fa»
Insomma, una volta che il popolo ha abboccato, adesso ritorniamo seri!
Certo c’è chi, come Matteo Salvini questa mattina su La7, che insisteva che “togliere una tassa” è comunque un’opera meritoria, nascondendo il fatto che per trovare i soldi per quella tassa tolta ne serva un’altra con un nome diverso.
Puntata di Omibus del 08 Agosto 2008





