
L’avevo scritto qualche giorno fa, dopo l’abolizione “forzata” dei costi di ricarica per i cellulari, adesso l’ondata di presunte “liberalizzazioni” potrebbe abbattersi anche sugli scatti alla risposta delle tariffe telefoniche.
Il Ministro Bersani con l’avvallo del Presidente dell’Autorità delle TLC, Corrado Calabrò, sta infatti valutando l’ipotesi di eliminare questo ulteriore “balzello” a cui gli italiani sono costretti.
A parte il fatto che lo scatto alla risposta non è affatto un balzello, ma è parte integrante di una proposta commerciale, che solitamente prevede dei costi minuto più bassi ed è quindi preferibile per tutti coloro i quali effettuano conversazioni mediamente lunghe (statisticamente lo scatto alla risposta lo si “ammortizza” dopo il 3° o 4° minuto di conversazione), a differenza delle tariffe senza scatto alla risposta, comunque già presenti sul mercato, che avendo un costo minuto più elevato sono sfavorevoli per chi effettua chiamate lunghe.
Resta il fatto che per legge si voglia ancora una volta dettare le politiche commerciali alle aziende.
Invece nessuno parla dei rincari che Telecom Italia continua a imporre sulle linee telefoniche, per il mercato business infatti a metà Ottobre 2006 c’è stato un aumento di canone dal 3% al 8,5% a seconda del tipo di linea.
A quando quindi l’abolizione del costo del sacchetto al supermercato?





