Home Esteri Europa Cambiamenti climatici, non sono un emergenza…forse (??!)

Cambiamenti climatici, non sono un emergenza…forse (??!)

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I telegiornali ne parlano oramai ogni giorno, il clima sta cambiando, è cambiato e sarà sempre peggio. In Italia aumenta il rischio di alluvioni, desertificazione al sud, inalzamento del livello dei mari e chi più ne ha più ne metta. Ma in realtà non è un emergenza, almeno stando a vedere le politiche dei nostri governi; gli Stati Uniti ad esempio, i più grandi inquinatori al mondo, non aderiscono neanche al Protocollo di Kyoto, il trattato internazionale in materia di ambiente sottoscritto nella città giapponese l’11 dicembre del 1997, ma viceversa quando “scoppiò” il caso dell’influenza aviaria, presero drastiche misure per combatterla, milioni di dollari investiti anche dall’Unione Europea e dall’Italia stessa che si rivelarono inutili.

In questi giorni le vittime dell’uragano Kyrill sono 46 in tutta Europa, ma un seria politica ambientale non sembra essere all’ordine del giorno, inquinare meno significa nella maggior parte dei casi tarpare le ali alle multinazionali, alle fabbriche e industrie controllate dalle lobby che “dirigono” la politca internazionale. Quando invece per combattere “l’aviaria” servivano investimenti in medicinali (peraltro inutili visto che il virus era mutevole), allora le multinazionali (quelle del farmaco in questo caso) diedero il benestare, crearono “il caso”, l’emergenza, il panico nella gente.

Ecco quindi che il risveglio deve partire dal basso, da chi è destinato a subire le conseguenza di queste politiche scellerate e da chi crede nel futuro dei propri figli.

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