Quando si parla di Iran sono due le cose alle quali si fa riferimento per attaccare il paese persiano, in particolare si parla della volontà di costruire la bomba atomica e il supporto che il paese del presidente Ahmadinejad darebbe ai terroristi che in Iraq continuano a mietere vittime.
In particolare quest’ultima affermazione sembra oramai assodata senonché il presidente USA in una recente dichiarazione ha paventato conseguenza di rilievo nel momento in cui si trovassero armi fornite da Teheran in Iraq.
Una “minaccia preventiva” si potrebbe definire, ma d’altronde siamo abituati alle “guerra preventive”, quindi una minaccia non fa notizia.
Non solo, fino ad oggi quello che è oramai assodato è che un intero arsenale di armi americane sono finite nelle mani degli insorti:
Il Pentagono ha perso la tracce di 190mila mitra Ak 47 e pistole consegnate alle forze irachene nel 2004 ed il 2005. E si teme che l’arsenale scomparso sia finito nelle mani degli insorti che si troverebbero così a combattere contro militari americani con armi pagate dai contribuenti statunitensi. La denuncia arriva da un rapporto del Government Accountability Office (Gao), l’organo del Congresso preposto al controllo delle spese del governo, che riporta che il dipartimento della Difesa non è in grado di localizzare il 30% delle armi consegnate all’esercito di Baghdad dal 2004 all’inizio di quest’anno. Cifre, sottolinea oggi il ‘Washington Post’, che danno un quadro ancora più allarmante di una situazione che era stata evidenziata già negli anni scorsi, quando erano però ‘appena’ 14mila le armi scomparse.
Il presidente Ahmadinejad in una recente intervista con i giornalisti in Algeria si è detto fortemente contrario a qualsiasi tipo di operazione terroristica in qualsiasi parte del mondo.
L’alternativa al terrorismo, che secondo Ahmadinejad è in contrasto con l’ideologia Islamica che vieta l’uccisione della gente non colpevole, sono il dialogo e la logica unici elementi per fornire una soluzione migliore per tutti i problemi che affliggono l’umanità, i gruppi etnici, e gli stati.
Proseguendo l’intervista il presidente Iraniano sostiene che l’affare delle armi Statunitensi è un vecchio trucco per creare divisione nella regione e continua:
Questa non è la prima volta che gli USA vendono armi nella regione; loro negli ultimi 20 anni hanno venduto armi per un valore di oltre 400 miliardi nella regione. Gli USA stanno facendo del loro meglio per creare divisione nella regione in modo da imporre la loro politica nel Medio Oriente.
Stanno cercando di introdurre nella regione i nostri nemici come amici e i veri amici della regione come nemici. (ndr “riferito ad Israele”) Il mio unico consiglio ai nostri fratelli è questo, non sperperate le vostre risorse e i vostri capitali in queste cose; usatele per il progresso e lo sviluppo delle vostre nazione.
ed ancora a proposito dell’Iraq:
Noi dobbiamo aiutare a ripristinare la sicurezza a mantenere l’unita, coesione e l’indipendenza in Iraq questo al di la di ogni credenza ideologica e dovere umanitario. Se gli occupanti riconoscono ufficialmente i diritti della nazione irachena e , la sicurezza ritornerà in Iraq. Il governo iracheno, il parlamento e la Costituzione devono essere riconosciuti ufficialmente. Solo a queste condizioni i problemi del paese saranno risolti.
Parole pacate, a volte sagge, magari non sempre condivisibile ma lontane da quello che qualcuno ci racconta, allora evidentemente qualcuno qui racconta balle.





