(Anti)Razzismo militante
E’ curioso come in un paese (l’Italia) dove il vertice massimo delle forze dell’ordine, con a carico una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, si indigni nei confronti dei cori razzisti che avvengono allo stadio, quando tale modo per approcciarsi al “diverso” di turno risulti tanto caro ai suoi colleghi di partito e ai militanti dello stesso.
Le “loro” priorità
Ancora in questi giorni, nel pieno della crisi economico-finanziaria che interessa il nostro paese e non solo, chi ci governa “propone” soluzioni per reperire fondi necessari allo stato per continuare ad erogare servzi ai cittadini, che tendono a modificare i “privilegi” di alcune categorie sociali.L’ultima, in ordine cronologico, sparata è quello del Ministro Brunetta che ha proposto, per il pubblico impiego, l’inalzamento dell’età pensionabile per le donne a 65 anni come gli uomini.
Alla base della proposta ci sarebbe una sentenza della Commissione Europea che denuncia la “discriminazione” di trattamento tra uomini e donne sull’età pensionabile, sentenza che il Governo in questo caso, a differenza di altre sentenze, intende recepire.
E’ indubbio che la situazione economica richiede dei sacrifici da parte di tutti, è scontato invece che chi deve farli è il cittadino qualunque, mentre c’è chi invece se ne approfitta.
Come mai dopo le elezioni si sono dimenticati tutti di quelle proposte che sono servite per raccimolare voti, a destra come a sinistra, relative ad esempio alla decurtazione dello stipendio dei parlamentari o ad esempio all’abolizione delle Provincie o delle Comunità Montane?
Una porcata via l’altra
Calderoli ha un pregio, che a volte può essere anche un difetto, quello di dire tutto quello che gli salta per la testa.
Se a volte questo può essere positivo perché lo rende un personaggio schietto e sincero, altre volte lo rende rozzo e scomodo.
Ricordiamo bene quando defini la legge elettorale da lui firmata “una porcata”, legge che tutt’ora resiste e che nessuno pare abbia serie intenzioni di cambiare, anzì c’è chi la vorrebbe anche per le elezioni europee.
Qualche giorno fa il Ministro per la Semplificazione Normativa in un’altra delle sue esternazioni ha “ammesso” che l’abolizione dell’ICI è stato un errore in quanto era una delle poche tasse che conteneva un principio di federalismo fiscale tanto caro al suo partito.
In pratica ammette quello che io qualche mese fa avevo chiamato “Federalismo populista”, aggiungendo che:
«Credo sia stato un errore da parte di tutti abolire l’Ici, che era una delle poche tasse contenenti un principio di federalismo», ha esordito il ministro. Ora occorre «trovare un’alternativa e tutti insieme dobbiamo individuare un’imposta che abbia la migliore corrispondenza con quello che il Comune fa»
Insomma, una volta che il popolo ha abboccato, adesso ritorniamo seri!
Certo c’è chi, come Matteo Salvini questa mattina su La7, che insisteva che “togliere una tassa” è comunque un’opera meritoria, nascondendo il fatto che per trovare i soldi per quella tassa tolta ne serva un’altra con un nome diverso.
Puntata di Omibus del 08 Agosto 2008
Boicottiamo le pirlate
E’ notizia di ieri quella che il giovane Ministro per lo Sport, Giorgia Meloni in una dichiarazione che lascia pochi dubbi invita gli atleti azzurri presenti alle prossime Olimpiadi a Pechino ad “un gesto forte” fino ad arrivare a “disertare l’inaugurazione” per richiamare il governo Cinese alle proprie responsabilità sul rispetto dei “diritti umani” negati nel paese.
Certo il gesto è di quelli nobili, peccato che lo si chieda agli altri, mentre il governo Italiano così come tutti gli altri in nome del “dio denaro” ha chiuso gli occhi di fronte alle promesse fatte e non mantenute dal governo cinese quando gli furono assegnati i giochi.
Insomma la filosofia è: “siamo contro la Cina perché non rispetta i diritti umani, ma continuano a farci affari e per lavarci la coscienza boicottiamo una sfilata“!!!
E come ha scritto Noemi Cabitza su secondoprotocollo.org:
Pechino 2008 è l’unica caso in cui le olimpiadi divengono mezzo di violazione dei Diritti piuttosto che mezzo veicolante dei Diritti stessi. Milioni di cinesi lasciati senza casa per “abbellire Pechino”, attivisti incarcerati preventivamente per farli tacere, giornali e siti internet oscurati, monaci tibetani arrestati e persino uccisi.
Oggi la Meloni sulle pagine de IlGiornale.it replica così:
Penso che nessuno può essere legittimato dal contesto “ludico” a girare le spalle di fronte alla sofferenza degli altri.
è vero Ministro, ma neanche e sopratutto il contesto “economico” dovrebbe mettere in secondo piano i diritti che in “occidente” si danno per scontati e che invece per amore del denaro ci si scorda di rispettare e allora prima di fare la morale agli altri, provi a farla a chi sopra di lei non batte ciglio nel sapere che ci sono:
Stadi costruiti spazzando via dalle proprie abitazioni migliaia di famiglie cinesi. Proprio come è accaduto alle case di quei cinesi che sono state rase al suolo per costruirci dei centri commerciali
o magari, aggiungo io a quei padri e madri di famiglia che volendo difendere la salute dei propri figli si sono visti caricare dalla polizia nostrana per costruire quelli che qualcuno chiamata “termovalozzatori”, ma che in realtà sono dei “cancrovalorizzatori”!!!
Berlusconi non è un mago e i rifiuti di Napoli non sono spariti!
Ho letto in diversi post in queste ultime settimane di commenti più o meno positivi sulla situazione dei rifiuti a Napoli dopo gli interventi che il Governo ha messo in atto per risolvere la situazione di emergenza che si era venuta a creare.
Chi si compiace del fatto che per le vie della città siano spariti i cumuli di rifiuti che costeggiavano le carreggiate e sovrastavano i marciapiedi e chi scova cumuli di rifiuti non rimossi nelle periferie additando il governo di aver messo in atto una soluzione di facciata che non ha risolto il problema.
La verità come sempre sta nel mezzo e se è vero che la città è un’altra cosa rispetto a quello che eravamo abituati a verderla fino a qualche settimana fa, è anche sì vero che l’emergenza non è certo finita e che la gestione dei rifiuti non si risolve in qualche giorno.
Una cosa possiamo dire con certezza: i rifiuti non sono “magicamente” spariti, ma semplicemente “spostati” in discariche o “bruciati” in inceneritori!
Il che significa che devono ancora essere “smaltiti” o che li stiamo respirando!
Del Voto e della Costituzione: lettera aperta a Napolitano
riporto per fare in modo che abbia la massima visibilità possibile, la lettera aperta di Monia Benini del Coordinamento Nazionale “Per il bene comune” inviata al Presidente Napolitano:
Egregio signor Presidente,
ci permettiamo di richiamare l’attenzione Sua e dei Suoi collaboratori su due articoli della Costituzione, che è anche nostra, nonostante noi si faccia parte dei 3.700.000 elettori a cui è stata espropriata una rappresentanza parlamentare che la Costituzione avrebbe dovuto garantire.
Gli articoli sono:
– il 48, che recita “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto”;
– il 56 che, al fine di garantire una loro rappresentanza in parlamento, ribadisce il principio del rapporto tra il numero degli abitanti e quello dei seggi.
La responsabilità di non aver rilevato l’incostituzionalità della vigente legge elettorale non ricade solo su di Lei, anzi, in gran parte, essa è correttamente attribuibile a chi l’ha preceduta nel ruolo di massimo garante dell’attuazione e rispetto della Costituzione Repubblicana, ai membri della Corte Costituzionale, alla massoneria deviata italiana, ed ai partiti che hanno venduto l’anima al sistema affaristico-finanziario che vuole completare la conquista dei beni pubblici, mobili ed immobili.
Resistendo agli interessati appelli al non voto, noi ed oltre tremilioni e settecentomila elettori italiani siamo andati a votare esprimendo voti validi, ma ora non siamo rappresentati nel parlamento della nostra Repubblica (Art. 1: la sovranità appartiene al popolo..); prendiamo atto che oggi, in Italia, la Costituzione viene ufficialmente disconosciuta e che, nonostante l’Art. 48, il voto:
- non è più personale (”una testa un voto”), ma ora bisogna ritrovarsi in almeno 1,5 milioni per poter esercitare il diritto di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (Art. 49 della Costituzione);
- non è più eguale perché, come a rubamazzetto, chi vota un “grosso partito”, si prende i deputati tolti a chi non raggiunge il 4% (Art. 56: La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto);
- non è più libero, non solo perché coartato dalla truffa mediatica sul voto “UTILE”, gestita insieme da PDL, PDL-L e loro Associati, (di varia natura), ma perché la libera scelta è figlia della conoscenza (ma oggi potremmo aggiungere, libera conoscenza) e nessuno ha fatto nulla per garantire che gli elettori, prima di scegliere conoscessero i programmi e le proposte dei candidati e dei partiti. La legge denominata “Par condicio” è stata sbeffeggiata, mentre televisioni e radio, operando su pubblica autorizzazione (concessione) finalizzata all’informazione, sono per tale via facilmente riconducibili alla loro tradita mission; va altresì ricordato che in base a tale presunta funzione di libera informazione, quotidiani e settimanali su carta stampata (che ci hanno totalmente ignorato e che sono di proprietà dei grossi gruppi finanziari ed immobiliari del paese) ricevono sostanziose sovvenzioni di pubblico denaro;
- non è più segreto, perché il Parlamento (avendo tolto il voto con cui un elettore poteva opporsi ai locali capibastone dando segretamente la propria preferenza a candidati più stimati o fuori dal locale sistema di potere finanziario), lo hanno “eletto” 6 persone : Veltroni, Berlusconi, Fini, Bossi, Casini e Di Pietro e lo hanno fatto mettendo ai primi posti delle loro liste elettorali persone “di assoluta fiducia”.
La nostra associazione ha abbracciato la scelta della non violenza e quindi, pur privati del diritto costituzionale (Art. 49: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.), non faremo alcuna azione di eguale violenza, ma ci riserveremo di praticare forme di protesta civile.
Spiacenti di dover attrarre la Sua attenzione su questioni che danno tanta amarezza a quanti credono all’utilità, non solo morale ed etica, della democrazia, con immutata stima le inviamo i nostri cordiali saluti.
Per il coordinamento nazionale di
PER IL BENE COMUNE
Monia Benini
P.S.
Qualora lei dovesse essere sfiorato da dubbi sulla veridicità di quanto espostole, sarà sufficiente che un suo collaboratore verifichi il numero delle testate giornalistiche che avranno riportato notizia della presente Lettera Aperta, che viene inviata anche a loro, con preghiera di pubblicazione.
Comizio ad filius
Dopo le “leggi ad personam” ecco il “comizio ad filius”.
Continua l’uso privato del ruolo pubblico da parte dei nostri politici, che dopo aver legiferato per se stessi, adesso usano i comizi e la loro immunità parlamentare per attaccare chi non gli va a genio o ha fatto qualche torto ad un proprio caro.
Iniziamo dal principio: negli scorsi esami di maturità il figlio del Ministro Bossi, Renzo Bossi è stato bocciato all’istituto di Tradate dove ha sostenuto da privatista l’esame di maturità scientifica.
Tra le prove sostenute, il ragazzo ha portato una tesina “La valorizzazione romantica dell’appartenenza e delle identità” con riferimento al federalismo ottocentesco e a Carlo Cattaneo.
La bocciatura segue quella dell’anno prima in un liceo di Varese, anche quest’anno nonostante il cambio di istituto e il fatto di essersi presentato da privatista, non ha cambiato il risultato, il giovane non ha raggiunto il risultato minimo per poter essere giudicato “maturo”.
Ecco quindi che ieri Bossi, il padre, in un comizio tenutosi a Padova al congresso della Liga Veneta, attacca senza mezzi termini
Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola….
Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli da gente (i professori ndr) che non viene dal nord. Il problema della scuola è molto sentito perché tocca tutta la famiglia…
E’ la verità, un nostro ragazzo è stato ‘bastonato’ agli esami perché aveva presentato una tesina sul federalista Carlo Cattaneo…
La Padania ormai è nel cuore di tutti. Noi ai bambini insegniamo fin da quando nascono che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati…
Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L’Inno dice che ‘l’Italia è schiava di Roma…’, toh! dico io…
E qui dimostra anche lui di non aver studiato, visto che l’inno non dice che è l’Italia schiava di Roma, ma la Vittoria, e poi conclude alzando il dito medio! (P.S. bel insegnamento ai nostri figli!!!!)
La prossima volta, c’è da aspettarsi un affondo contro le cuoche “terrone” della mensa scolastica frequentata dal figlio più piccolo se le pietanze servite non sono di suo gradimento?
Partecipo anch’io all’iniziativa di youblog.org per chiedere la promozione coatta del figlio del Senatur.
Politica Leghista
Mai i rifiuti di Napoli al Nord! Era con questo, che oggi possiamo definire senza smentite uno “slogan”, che gli esponenti della Lega hanno battagliato nell’ultima campagna elettorale.
A Gennaio il deputato leghista della Brianza Paolo Grimoldi aveva minacciato blocchi stradali nel momento in cui i rifiuti napoletani fossero mai portati al nord.
Sentenziava Grimoldi:
Non ci lasciamo intimorire, anche se, ci permettiamo di sottolinearlo, non possiamo non far notare che mentre a Napoli la magistratura non si vede, per i blocchi per gli inceneritori di Trezzo parti’ qualche avviso di garanzia. Due pesi e due misureà Quello che sta succedendo e’ al di fuori di ogni concetto minimo di civilta’: ogni sei mesi Roma, e quindi il Nord, manda in Campania sacchi di soldi (100 milioni solo con il decreto dello scorso luglio, bruciati in tre mesi), non possiamo accettare di ricevere in cambio sacchi di immondizia. E non si parli di dare un’ultima chance alle istituzioni napoletane: con i due miliardi di euro che la Campania ha ricevuto, noi, in Brianza, avremmo potuto rivoluzionare il territorio. I campani invece non hanno saputo fare niente, nemmeno quella raccolta differenziata che nel resto dell’Europa si fa da trent’anni. La Lega Nord non consentira’ mai che la Lombardia paghi le conseguenze della incapacità amministrativa di Bassolino e della Iervolino”
Ecco che adesso a poche settimane dalla tornata elettorale nella quale la gente del nord ha creduto alle parole dei propri esponenti, votando gli esponenti del carroccio anche in funzione di queste parole, che il clima cambia, Bossi rende disponibile il nord a “dare una mano” nello smaltimento dei rifiuti.
La Lega aveva anche peraltro escluso l’impiego dell’esercito nei siti individuati per lo smaltimento dei rifiuti in Campania, affermando, tramite il deputato Guido Dussin, in Commissione Ambiente che sarebbero bastati Carabinieri e Polizia, in particolare, a fine Maggio, Dossin:
con riferimento alla precisazione del sottosegretario, ribadisce che il suo gruppo è disponibile a sostenere – con proposte di modifica migliorative – l’impianto del decreto-legge in esame, ma senza alcun compromesso sulla possibile «militarizzazione» dei siti per lo smaltimento dei rifiuti.
Peccato che un mese dopo su disposizione del sottosegretario Bertolaso, l’esercito, una sessantina di militari, sorveglia l’area del termovalorizzatore (in pratica un impianto per bruciare i rifiuti!!!) di Acerra con lo scopo di presidiare il cantiere di costruzione dello stesso.
Così fan tutti
C’è una moda in Italia, una moda che ci ha portato ad essere il paese che siamo: corrotto, menefreghista, approfittatore, colluso!
E’ la moda del “così fan tutti” che coinvolge il cittadino, così come l’imprenditore, l’operaio, lo studente o il politico. Ed è proprio da quest’ultimo che abbiamo gli esempi più evidenti che oramai vengono accettati dalla maggioranza degli stessi senza causare scandalo o imbarazzo.
L’ultimo esempio è quello degli oramai mitici “pianisti” ovvero quei deputati o senatori che durante i voti elettronici in aula votano per se stessi ed anche per gli altri, un “piaga” che affligge le aule parlamentari oramai da anni, ma contro i quali non si è mai fatto nulla o quantomeno nulla di decisivo.
Perfino l’ex parlamentare dei Verdi, Roberto Poletti, che da un lato fa il “moralizzatore” scrivendo un libro nel quale denuncia i privilegi della Casta, dall’altro partecipa ed usufruisce degli stessi privilegi e ne asseconda i comportamenti anche quando sono da censurare. Scrive infatti Poletti a proposito del fenomeno dei “pianisti”:
All’inizio te la meni un po’, ma quando capisci che il costume è generale – a destra, a sinistra, al centro – ti adegui. Io qualche volta mi sono messo d’accordo con una collega: se non sono presente ci pensa lei, e viceversa. Una volta ho votato io per tutti quelli del mio gruppo.
E quando qualcuno denuncia questi fatti, viene preso in giro e viene zittito come è successo ieri ad Antonio Di Pietro quando si è rivolto al Vice presidente della Camera Rosy Bindi per denunciare l’opera di qualche deputato che usava due mani per votare e per chiedere che coloro i quali cedono le loro tessere per far votare il sostituto in loro assenza venissero citati per truffa aggravata per danni allo stato visto che per di più gli stessi si incassano la diaria giornaliera per la presenza in aula.
La stessa cosa è successa ieri sera durante la puntata di Ballarò nella quale l’ex Magistrato ha riproposto la questione facendo notare che è una pratica della destra tanto quanto della sinistra, suscitando per questo il commento ilare dei propri oppositori (Gasparri se ne esce con l’esclamazione: “…qui casca l’asino!”), come se questo giustificasse l’operato degli stessi.
Video tratto da Ballarò: “Truffatori dello stato” (vedi dal 3′ )
D’altronde uno dei maestri di questa moda del “Così fan tutti” è stato Bettino Craxi che ricordiamo nel suo discorso in Parlamento del 1992 nel pieno dell’inchiesta Mani Pulite per giustificarsi disse:
Ciò che bisogna dire e che tutti sanno del resto benissimo è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. …. Non credo ci sia nessuno in quest’aula responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo perchè presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.
Conosciamoli meglio: Piergiorgio Stiffoni
Piergiorgio Stiffoni è senatore della Repubblica Italiana ininterrottamente dal 11 maggio 1999 quando fu eletto la prima volta nelle file della Lega Nord e dopo essere stato per anni Dirigente Bancario.
Il Senatore è nato l’11 maggio 1948 a Motta di Livenza (Treviso) ed in questa legislatura è segretario della Presidenza del Senato ed il suo indirizzo e-mail è stiffoni_p@posta.senato.it .
Nelle quattro legislature nelle quali è stato eletto si è impegnato a proporre, tra gli altri, i seguenti disegni di legge:
- obbligo di indicazione del valore di emissione elettromagnetica sugli apparecchi telefonici cellulari,
- applicazione dell’aliquota IVA ridotta sui prodotti di prima necessità per l’infanzia
- contributo per la costruzione di un monumento commemorativo delle vittime degli infortuni sul lavoro
- disposizioni per la costruzione dell’ autostrada Venezia – Monaco di Baviera
Tra le sue dichiarazioni da “ricordare” segnalo:
- “cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non è ancora pronto” (Fonte)
- “Qui tutto sembra lecito anche violare la libertà dei bambini: queste maestre si vergognino. Non sono degne di coprire tale incarico. Con questi atteggiamenti possono turbare la sensibilità degli alunni cattolici ai quali è stata scippata la festa più simbolica” (Fonte: Nel centro storico di Venezia la maggior parte delle materne non farà presepi ma “feste della luce”)
- “gli aiuti vanno dati prima di tutto ai nostri fratelli, e l’immigrato non è mio fratello, ha la pelle di colore diverso” (Fonte)
- “Che a questo marocchino gli diano il massimo della pena, buttino la chiave e marcisca in galera” (Fonte) dopo che un marocchino è stato arrestato a Treviso per aver stuprato una ragazza
- ed infine oggi “Se domani l’autopsia darà il responso della causa del decesso e viene fuori che il bimbo e’ morto per questa stramaledetta pratica religiosa, chiederò immediatamente agli organi competenti la proibizione su tutto il territorio italiano della circoncisione a neonati e bambini” (Fonte) dopo che un bimbo nigeriano di due anni, sembra in seguito ad una circoncisione casalinga.
Insomma un curriculum di tutto rispetto al quale non manca la proposta di un tatuaggio per tutti gli italiani “contro la presenza della cultura islamica in Italia” che riporti, a fianco al simbolo della stella alpina, lo slogan “Sono un Padano, sono un Cristiano”! (Fonte)
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