La corsa alle Presidenziali 2008 negli Stati Uniti continua senza sosta, i candidati Democratici e Repubblicani girano il paese in lungo e in largo al fine di raccogliere il maggior numero di consensi e finanziamenti possibili.

Anche qui in Italia c’è chi tifa per questo o quel candidato e su diversi blog c’è chi ha esposto il banner di Rudolf Giuliani piuttosto che di Hilary Clinton.

Io non mi sono ancora espresso in merito, anche perché prima di sbilanciarmi dovrei conoscere meglio i candidati in lizza, non nascondo però una mia simpatia per il candidato dei Democratici Barak Obama. La simpatia nasce dal fatto che se fosse eletto, sarebbe il primo presidente di colore della storia degli Stati Uniti, e perché quello che ho letto finora su di lui me lo hanno fatto apprezzare.

L’ultima delle cose che ho letto su di lui è stato l’apprezzamento di una serie di professori e amministratori delegati di multinazionali (Google, America Online), in merito alle sue proposte riguardanti la tecnologia e l’innovazione, tra le quali la net-neutrality, l’ampliamento della diffusione della banda larga nel paese, e l’utilizzo di Internet per rendere trasparente l’amministrazione pubblica con documenti pubblicati “in formati universalmente accessibili”.
L’investimento nella rete quindi tra i punti cardine per lo sviluppo del paese ed invece una decisa frenata per quanto riguarda le missioni spaziali in contrapposizione con la stella Hilary Clinton, Obama infatti intende investire i 18 milioni di dollari risparmiati rimandando di 5 anni le missioni spaziali per riformare l’istruzione.

Certo Obama nei sondaggi ha 11 punti di svantaggio nei confronti della moglie di Clinton, ma i giochi sono potenzialmente ancora aperti e Obama è in crescita.

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