MafiaForse non tutti lo conoscono, il dott. Francesco Paolo Giuffrida è il perito nominato dalla Procura antimafia di Palermo per indagare sulla provenienza dei fondi Fininvest tra gli anni 70-80 nel processo a dell’Utri.
La perizia di Giuffrida depositata nel 1999 non trovò riscontro per 8 versamenti avvenuti su conto Fininvest pari ad una cifra superiore ai 90 miliardi di lire, il che per gli accusatori del biscione e del suo presidente, voleva dire fondi occulti provenienti dalla mafia. La perizia peraltro non fu definitiva in quanto bloccata nel 1998 a causa dell’archiviazione delle indagini a carico di Berlusconi.
Nel Febbraio 2006 Fininvest citava il dott. Giuffrida dinanzi al Tribunale di Palermo per accertare le sue gravi negligenze nel redarre la perizia di cui sopra e chiedendone conseguentemente la condanna al risarcimento dei danni.
La vicenda ha il suo ultimo sviluppo in data 27 luglio, data nella quale Fininvest e il dott. Giuffrida con un atto di “transazione“, mettono fine alla richiesta danni di Fininvest con il riconoscimento dello stesso Giuffrida della regolare provenienza dei capitali.

La notizia è apparsa con evidenza e soddisfazione sul giornale della famglia Berlusconi e su Libero, secondo i quali sono cadute tutte le accuse di mafia a carico del presidente.
Viceversa poco spazio la notizia ha trovato sugli altri organi di informazione.
Ancora una volta è quindi difficile capire dove stia la ragione, se Giuffrida abbia consapevolmente ritrattato o come sospetta qualcuno si sia fatto prendere dalla paura per la causa che l’influente Fininvest gli aveva fatto, di certo che gli avvocati del perito non sono stati d’accordo con lui nel concludere così il caso. Sta di fatto che circa 10 mesi fa, dopo che Fininvest a Febbraio del 2006 citò in giudizio il dott. Giuffrida, un suo caro amico scrisse una lettera che venne pubblicata su siti e blog di informazione alternativa per denunciare il silenzio sulla vicenda da parte degli organi di informazione. (ad esempio qui, qui e qui).
Certo che se c’è chi canta vittoria, prospettando la caduta della tesi dell’accusa sulle collusioni mafiose di Dell’Utri e soci, bisogna ricordare che lo stesso Dell’Utri ha una condanna di primo grado a nove anni (testo integrale sentenza) di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Corte di Palermo e una condanna in secondo appello dalla Corte d’Appello di Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione aggravata ai danni del presidente della pallacanestro Trapani in concorso con l’ergastolano capo mafia Vincenzo Virga.



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