lug 9, 2007
alessandro
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Lo strano silenzio sulla vicenda Elitel-Telecom Italia

riporto questo commento apparso sul blog di Alessandro Longo:

Sono un lavoratore della compagnia telefonica Elitel perplesso e stupefatto del silenzio che circonda la fine che questa azienda sta facendo.

Dal 9 aprile 2007 la metà dei lavoratori Elitel è stata posta in cassa integrazione ordinaria (con una procedura impugnabile e controversa), in accordo con i rappresentanti sindacali,

(Foto di trash it) per volontà dell’allora amministratore delegato Giorgio Fatarella che aveva precedentemente rilevato il pacchetto di maggioranza della società detenuto fino ad allora dai fondi KIWI di Elserino Piol.

Elitel era quotata all’AIM della Borsa di Londra. Dico era quotata perchè a fine giugno il titolo è stato sospeso, come si può leggere da un documento ufficiale sul sito dell’AIM, a seguito dell’impossibilità da parte dell’azienda di presentare il bilancio corrente.

L’impossibilità è dovuta all’insolvenza da parte di Elitel di un debito pregresso di ben 110 mln (centodiecimilioni) di Euro nei confronti di Telecom Italia. Una cifra di gran lunga superiore al valore intrinseco degli assets detenuti dall’azienda Elitel.

Dopo consultazioni avvenute tra la dirigenza Elitel (Fatarella ha ceduto la carica di A.D. a Cristina Nati assumendo una carica diversa), Autorità Garante delle Comunicazioni e Ministero delle Attività Produttive, da martedì 3 luglio, Telecom Italia ha progressivamente staccato i flussi primari di connettività dell’operatore telefonico Elitel da e verso la rete di telecomunicazioni nazionale e internazionale.

In tal modo si è decretata di fatto l’impossibilità per l’operatore telefonico Elitel di fornire i servizi a tutti quei clienti che nel frattempo non sono stati migrati verso Vive la Vie SpA, una società detenuta dallo stesso Fatarella. I restanti clienti sono rimasti “al buio”. Tra essi numerose aziende che basano la propria attività proprio sull’uso intensivo di telefono e collegamenti telematici e semplici cittadini -come me- che non sono più in grado nemmeno di telefonare.

Stranamente, questa vicenda non è stata riportata da nessun organo di informazione e, soprattutto, gli stessi clienti ritengono si tratti solo di un guasto temporaneo, sebbene si protragga nel tempo, ma solo temporaneo.

La vicenda è paradossale, paradossale anche per il ruolo dei sindacati che nemmeno si sono arrogati il pur semplice ruolo di “notai” che certificano la morte dell’azienda. Mai come in questo caso i sindacati si sono resi latitanti. Lo hanno fatto in maniera tale che nei lavoratori si è instillato il dubbio di una connivenza di parte del sindacato (in particolare del delegato FIOM-CGIL milanese) con i loschi giochi economico-finanziari che si nascondono dietro tutta la vicenda.

Tutto assume poi toni grotteschi quando nell’arco della stessa giornata (giovedÏ 5 luglio), dopo aver comunicato ai sindacati la volontà di dichiarare il fallimento, Giorgio Fatarella ha convocato i lavoratori per raccontare loro che tutto procede tranquillamente, che pur se un po’ in ritardo riceveranno lo stipendio e che lunedì 9 luglio 2007, scaduto il termine, i lavoratori in cassa integrazione rientreranno in azienda perchè è stato individuato un nuovo fornitore.

I lavoratori rientreranno in azienda per fare cosa? Visto che èË impossibile lavorare!… E Fatarella pensa che per magia il nuovo fornitore sia in grado di allacciare migliaia e migliaia di circuiti nello spazio di poche ore invece che in decine e decine di giorni?

L’unica strada che realmente si prospetta a Elitel, e l’unica dalla quale i lavoratori possono trarre giovamento, è il fallimento!

Sarebbe l’unica strada per sbugiardare personaggi che sulle teste di lavoratori capofamiglia giocano con la finanza, e sarebbe l’unico modo per i lavoratori Elitel di accedere agli ammortizzatori sociali che potrebbero facilitare loro la ricerca di un nuovo lavoro, mettendo contemporaneamente al sicuro il TFR accantonato e da molti lasciato in azienda…

Non firmerò questa lettera (alla incolumita mia e dei miei cari ci tengo), perchè è evidente che dietro questa vicenda ci sono giochi troppo grandi. Ma se il giornalismo ancora esiste, questa è una vicenda sulla quale sarebbe opportuno andare a fondo.

cigo elitel

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