Partiamo dal presupposto che per quanto mi riguarda, Vincenzo Visco non dovrebbe essere dov’è, ovvero in Parlamento, visto che dovendo eleggere qualcuno, non eleggerei un pregiudicato!

Premesso quanto sopra, proviamo ora a ipotizzare i pensieri di Visco in questi 12 mesi al governo:

In quanto viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco aveva in mente, per qualche strano motivo, di richiamare all’ordine il Generale di Corpo d’Armata Roberto Speciale in merito ad alcune designazioni ai vertici della Guardia di Finanza, cosa legittima se si va a consultare il sito della stessa e si scopre che ai vertici della stessa c’è proprio il Ministro dell’Economia.

Ma avendo nella propria testa un piano diabolico, Visco decide di non conferire direttamente con il Generale, il quale potrebbe avere delle cimici nel proprio ufficio e tanto meno decide di telefonargli in quanto potrebbe essere intercettato. La mente perversa del viceministro decide quindi di prendere carta (intestata del Ministero dell’Economia) e penna (di quelle che ti danno in Banca) e di scrivere due righe al Generale birichino per richiamarlo all’ordine senza peraltro riuscirvi.

Ecco quindi che scoppia il caso, il Governo per punizione destituisce il Generale e (sempre come punizione!!!) gli offre un posto alla Corte dei Conti

UPDATE: ho letto questa “analisi” sul sito di Piero Ricca, che non fa altro che avvalorare la mia tesi di “confusione totale” sulla vicenda:

Speciale Visco, materia per gli storici?


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