Il mondo dell’informazione come già dimostrato ampiamente è stato spesso oggetto di censure o di manipolazioni da parte del potere politico. Quando si parla di televisioni o carta stampata il rischio di influenza da parte delle forze politiche è sempre in agguato.
Ecco però che con l’avvento del fenomeno blog e quindi di un informazione frammentata, indipendente e diffusa, la possibilità di controllo diventa più complicata.Non è infatti possibile rivolgersi al Direttore, al Capo Redattore o all’Editore per “richiamare all’ordine†l’autore di un articolo “scomodo†o di una denuncia che per qualcuno sarebbe meglio insabbiare; non solo, questo nuovo modello di “informazione diffusaâ€, non è neanche facilmente controllabile dal potente di turno che ne vorrebbe indicare la strada.
Ecco però che il controllo dei governi verso questa forma di democrazia informativa, non tarda a fare le sue vittime, l’ultimo caso è quello di un blogger egiziano, che si firma Karim Amer che è stato “sequetrato†e incarcerato dalla polizia con l’accusa di aver insultato l’Islam e diffamato il Presidente.
Secondo Sarah Leah Whitson, di Human Right Watch, questa sentenza crea un pericoloso precedente in un paese nel quale i blog hanno aperto una finestra nella libertà di parola. Il 22enne blogger egiziano nel suo profilo sul blog, si dice prossimo ad aprire uno studio di avvocati attivi nel campo dei diritti umani ed in particolare scrive:
Il nostro obiettivo principale è di difendere i diritti dei mussulmani e delle donne arabe contro tutte le forme di discriminazione e di arrestare i crimini violenti commessi quotidianamente in questi paesi.
Le accuse al blogger fatte dal governo Egiziano sembrano infatti essere decisamente in contraddizone con il “PATTO INTERNAZIONALE SUI DIRITTI CIVILI E POLITICI†(ICCPR) del quale è firmatario senza riserva fin dal 1982, infatti il Patto stesso all’articolo 19.2 dice testualmente:
Ogni individuo ha il diritto alla libertà di espressione; tale diritto comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee di ogni genere, senza riguardo a frontiere, oralmente, per iscritto, attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo di sua scelta.
Amnesty International con un comunicato stampa del 22 febbraio condanna la decisione della corte Egiziana che ha inflitto a Karim 4 anni di carcere per reati d’opinione in quanto tale sentenza è una violazione degli standard internazionali e si dichiara preoccupata per il fatto che i bloggers stanno diventando il nuovo obbiettivo (targets) delle autorità .
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