scuola_araba.jpgIn questi giorni continua la polemica sull’apertura della scuola araba a Milano, infatti dopo che la scuola era stata chiusa per problemi legati alle norme anti-incendio, adesso la Lega Nord è scesa in piazza per raccogliere le firme per dire no alla scuola.

Ho già scritto di come rigida in questo caso fosse stata la prefettura in merito all’applicazione delle norme anti-incendio, infatti Venerdì i Vigili del Fuoco dopo ulteriori controlli hanno certificato che lo stabile rispetta la legge, quindi probabilmente se qualcosa non andava era qualche cartello di segnalazione degli estintori fuori posto!

Cominciamo con il chiarire che quella di Milano è o vuole essere una Scuola araba e non Coranica, ovvero una scuola con l’ordinamento scolastico Egiziano che è quello riconosciuto da tutti i paesi arabi.

Non si tratta quindi di una scuola Coranica quindi una scuola a contenuto esclusivamente religioso, ma una scuola riconosciuta oltre che in Italia anche nei paesi di origine di quei genitori che decidono di mandarci i propri figli.

Lo stesso infatti avviene per diverse scuole presenti a Milano, come la scuola Americana e la scuola Svizzera ad esempio.

Non è dello stesso avviso Matteo Salvini, il quale come riportato dalla Padania, il quotidiano del suo partito pensa che:

«Mi auguro che il sindaco faccia il possibile affinchè l’istituto non apra. Il nostro è un no politico e culturale. Concedendo l’autorizzazione a questa scuola si dà un pessimo segnale di resa a un islam con il quale siamo in evidente conflitto».

Ecco perchè la richiesta di trovare ogni cavillo possibile per non concedere alcuna autorizzazione. «Il loro obiettivo è sopraffarci», ha concluso Salvini che ha declinato l’invito di Othman ad andare a visitare lo stabile di via Ventura.

salvini.jpgMatteo Salvini che oltre ad essere consigliere comunale a Milano è anche Europarlamentare per la Lega Nord, nell’ aprile del 2005 fece una interrogazione scritta sull’Ossevatorio contro il razzismo e la xenofobia chiedendo quanti erano le persone alle dipendenze di tale osservatorio e quali erano i fondi ad esso destinati, nonchè chiese di sapere quali erano i risultati degli studi portati a termine sull’Italia.

Scorrendo i documenti del EUMC (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia), si scopre poi (ma che novità!!!) che uno dei partiti politici italiani più citati è proprio la Lega Nord, infatti possiamo leggere in uno dei rapporti dell’Osservatorio le imprese del partito capitanato da Umberto Bossi:

The conclusions we have reached are the following:
• The individuals and groups most exposed to racist violence, a category which also includes verbal and symbolic expressions, are: foreign citizens from third countries (migrants and refugees), especially those practising the Muslim religion; Roma and Sinti gypsies; Jews.
• Among the offenders of racist acts of violence, symbolic/verbal or physical, are included: individuals and groups from different extreme right trends; ordinary citizens or unidentified individuals/groups; militants of the Northern League including members of the government and of local, national, EU institutions; public officials and especially representatives of the different police forces.

o ancora sono riportate testualmente (tradotte in inglese), le parole del’ ex Ministro delle riforme Umberto Bossi:

“…the were no houses for migrants and there should be none for them. Houses should first be provided for citizens of Lombardia and not for the first “bing-bongo” who came around.”

Infine nel rapporto sulle violenze razziste che comprende il periodo dal 2001 al 2004 emerge che:

dal Settembre 2002 al Agosto 2003 in Italia sono stati perpetrati 88 casi di violenza razzista di cui 40 casi per violenza verbale e 48 casi per violenza fisica dei quali 15 casi sono da imputarsi a membri della Lega Nord

dal Settembre 2003 al Agosto 2004 si sono registrati 91 casi di razzismo dei quali 11 perpetrati da membri della Lega Nord

il rapporto sostiene inoltre che:

The racist activities and propaganda emanating from some members of the Northern League, which continues to enjoy a prominent position in local and national politics, is, according to RAXEN 4, indicative of the absence of controls on racist sentiments and activities by the Italian State.

Quest’ultimo caso della scuola araba non è che la continuazione di una politica che vuole essere di difesa delle minoranze culturali, ma che in realtà le osteggia; che vuole essere fautrice della legalità, ma che in realtà la contraddice visto che se ci sono tutti i requisiti di legge, non è certo una raccolta di firme che può andare contro la libertà dello studio e perchè no anche alla libertà di religione prevista dalla nostra costituzione.

Impariamo quindi a conoscere e non ha crimininalizzare chiunque è diverso da noi e sopratutto a identificare meglio chi sono i nostri reali “nemici”.

Nessun tag per questo articolo.

Altri articoli interessanti

Piccolo spazio...pubblicità