Una volta era la Russia, poi è stata la Cina adesso tocca all’Iran essere lo spauracchio dell’occidente, la nazione canaglia da convertire, da far tornare sulla retta via.
Nella storia moderna c’è sempre stato un paese da delegittimare, da convertire, da piegare alle volontà dei più forti, ecco quindi che una volta caduto l’asse russo e domata la tigre cinese, è lo stato arabo dell’Iran ad essere in cima alla graduatoria delle nazioni “nemiche”.
L’asse occidentale, capeggiato dagli Stati Uniti, ha sempre voluto controllare l’andamento dell’intera economia e politica mondiale, a questo proposito esiste la ormai celebre PNAC (Project for the New American Century) della quale potete trovare qualche informazione qui.
I motivi sono quasi sempre da ricercare nella sfera economica, ma spesso mascherati da motivazioni politiche o umanitarie. Spesso anche in passato infatti gli interventi occidentali e in particolar modo americani, sono stati giustificati come necessari per la salvaguardia dell’ordine mondiale, ma altrettanto spesso si sono rivelati per essere interventi dettati da puri interessi economici di cui il petrolio è certamente uno dei “motivi” più gettonati.
Nel caso dell’Iran e della paura che fa all’occidente c’è da fare un discorso a sè che parte dal petrolio, passa dai diritti umani per arrivare fino alla competività che il paese sta assumendo.
L’Iran infatti è un paese in forte crescita dal punto di vista tecnologico, ne sono la prova le centrali nucleari che, secondo il governo di Teheran, hanno scopi civili, perchè sono a conoscenza dei limiti del petrolio dati proprio dalla sua prossima fine e per questo l’utilizzo dell’energia nucleare diventa la via di fuga, ma ne sono la prova anche la ricerca scientifica che il paese sta facendo anche in altri campi, basti pensare che una società iraniana, la “Parsé Semiconductor” con sede a Teheran ha sviluppato un nuovo processore 32-bit che avrà impieghi negli apparati palmari o navigatori GPS, non solo, nei laboratori della Royan Research Centre di Teheran gli scienziati sono riusciti a “clonare” una pecora.
Questo fermento scientifico è oltretutto supportato da una popolazione la cui età media è inferiore ai 25 anni ovvero dieci anni in meno rispetto agli Stati Uniti e diciasette anni in meno rispetto alla situazione italiana.
Nei giorni scorsi inoltre l’Iran ha annunciato un accordo con l’Iraq per l’importazione di greggio che una voltaraffinato verrà reintrodotto sul mercato iracheno, altro segnale della capacità industriale del paese.
Se poi ci aggiungiamo l’alleanza con il Venezuela di Chavez altra potenza petrolifera mondiale e il fatto che è dal 2003 che l’Iran ha cominciato a trattare con i suoi partner europei ed asiatici usando l’euro, allora capiremo meglio che le paure occidentali non sono solo quelle militari, ma anche quelle economiche di un “concorrente” medio orientale forte ed in grado di cambiare le carte in tavola nello scacchiere economico dell’intero pianeta.
Restano ovviamente le problematiche relative alla democrazia e libertà di espressione in Iran, ad esempio lo scorso 5 agosto le autorità iraniane hanno dichiarato fuorilegge l’organizzazione guidata dal Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, dicendo che il suo Centro per la Protezione dei Diritti Umani non ha ottenuto la necessaria autorizzazione.
L’Iran rimane inoltre uno dei 54 stati in cui è in vigore la pena di morte e si è posizionato al secondo posto dopo la Cina per numero di esecuzioni nel 2005 con almeno 113 condanne inflitte, ma sappiamo benissimo che non è per questo che gli si può fare una guerra visto che anche gli USA sono tra gli stati in cui vige la pena di morte (nel 2005 hanno portato a termine 60 esecuzioni).
Restano infine le paure relative alle dichiarazioni del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad in merito all’esistenza di Israele e del “regime sionista” che meritano però di eesere approfondite per evitare che vengano stumentalizzate.
Il dialogo a mio avviso rimane l’unica via per poter risolvere le tensioni internazionali mentre l’uso della forza si è rivelato anche ultimamente uno strumento inefficace e spesso controproducente.
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5 Commenti
Dubito fortemente che in occidente ci sia la tentazione di convertire qualcuno solo perché “fa comodo”.
A tal proposito, dovresti leggere l’editoriale di Severino a pag. 35 del corriere, è assai interessante
Cara Fulvia, la prova che l’occidente abbia sempre voluto convertire gli “eretici” è nella storia, se poi vuoi sostituire la parola “occidente” con “Stati Uniti” allora ti riporto qualche esempio qui di seguito:
 Chi ha paura di Lumumba?
Colpo di stato in Cile guidato dalla CIA
Una breve storia degli interventi degli Stati Uniti, dal 1945 al presente
Questo post è stato pubblicato su Libero Blog all’indirizzo:
 Perché l’Iran fa paura?
“è lo stato arabo dell’Iran ad essere in cima …”
Da quando in qua l’Iran è diventato uno stato arabo?
Hai ragione Paul, avrei fatto meglio a dire:
“è lo stato medio-orientale dell’Iran ad essere in cima …â€
da Wikipedia:
“viene comunemente utilizzata per indicare una persona proveniente dal Medio Oriente o dall’Africa del Nord che ha come lingua madre la lingua araba”
in effetti l’Iran è situato in medio-oriente, ma la lingua madre è il “farsi” o persiano.
Grazie.