Una delle motivazioni ufficiali che la corrente trasversale che ha approvato l’indulto in parlamento è stata quella di dare dignità alle carceri che si trovano in una condizione di sovraffollamento cronico e che con questo atto vedrà uscire un numero consistente di detenuti e renderà quindi più vivibili gli istituti penitenziari.

E’ evidente come questa sia una scelta che non possa risolvere il problema, ma solo tamponarlo, infatti con l’andare degli anni ci ritroveremo ancora nella stessa situazione se non si attuarenna politiche più incisive e durature quali ad esempio:

  1. aumento del numero di carceri
  2. depenalizzazione dei reati

E’ facile supporre che aumentando i posti, non si parlerebbe più di sovraffollamento, quindi apriamo nuovi carceri e sopratutto recuperiamo quelli abbandonati che spesso ad esempio quelli di “Striscia la notizia” hanno documentato e che noi tutti abbiamo pagato.

crimine.jpgAltro metodo è quello di depenalizzare i reati, infatti se oggi per andare in carcere bisogna aver commesso il tal reato, diversificando la pena e di conseguenza depenalizzando i reati ci ritroveremmo con meno carcerati.

Quindi se ci fanno pena i detenuti che vivono in condizioni disastrose nelle carceri, perchè la stessa pena non ce la fanno certi quartieri popolari di qualche sobborgo metropolitano o ad esempio i centri di accoglienza immigrati?

Tanta è la solidarietà verso questi “criminali” che in alcune regioni si stanno mettendo appunto dei piani di accoglienza per queste persone fuori dal carcere, mettendo ad esempio a disposizione una serie di alloggi e di aiuto sociali, ma gli aiuti per i comuni cittadini che verranno inevitabilmente colpiti da qualcuno tra questi 12.000 graziati, ma magari recidivi, quando li prevediamo? Al primo morto che ci scappa?

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