Questa mattina durante la puntata di Omnibus su La7, un giornalista, di cui ora non ricordo il nome, parlando in merito alla globalizzazione e all’importazione di forza lavoro piu’ economica da altri paesi, ha portato in esempio quello che sta succedendo in alcuni ospedali e cliniche degli Stati Uniti.
In particolare lo stratagemma utilizzato da questi ospedali, per risparmiare tempo e denaro, consiste nell’utilizzare i medici locali durante il giorno per le operazione e gli esami mentre alla sera con l’ausilio di personale impiegatizio, si inviano i risultati degli esami via Internet in India dove i medici locali stilano i referti che vengono poi rimandati al mittente.
In questo modo si ottimizzano i tempi, il lavoro viene svolto 24h su 24h e si risparmia sullo stipendio dei medici i quali essendo in India vengono pagati meno dei loro corrispettivi americani.
E’ il risultato inevitabile della globalizzazione, dell’epoca di Internet e del profitto.
Certo c’e’ da chiedersi cosa puo’ succedere quella volta che il medico Indiano sbagliando il referto mette a repentaglio la vita del paziente, il paziente dovra’ intentare una causa internazionale con un medico Indiano ?? Non puo’ questo ridurre la “responsabilizazione” del medico “remoto”, lontano dagli avvenimenti ?
Sono fuori dubbio le capacita’ dei medici Indiani, infatti conosciamo bene ad esempio la bravura dei programmatori di software Indiani, ma resta comunque il dubbio su come, rispetto ad argomenti delicati come quello della sanita’, si possa utilizzare questo tipo di soluzioni che rischiano di diventare pericolose per il paziente.
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